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Magenta-Robecco

Alla Fagiana si lavora per riqualificare i prati aridi

Al via Life drylands, finanziato dal Programma Life dell'Unione Europe, di cui il Parco del Ticino è partner.

Alla Fagiana si lavora per  riqualificare i prati aridi
Attualità Magenta e Abbiategrasso, 30 Novembre 2021 ore 10:10

Ripristinare gli habitat aridi che si trovano nella Pianura Padana occidentale all'interno di otto Siti Natura 2000, la più grande rete di aree protet­te a livello europeo. Tra questi anche la Fagiana. E’ questo l’ambizioso obiettivo del progetto di durata quinquennale Life drylands, finanziato dal Programma Life dell'Unione Europe, di cui il Parco del Ticino è partner assieme all’Università di Pavia, quale ente capofila, l'Università di Bologna, l'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, l'Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore e l'Associazione Rete degli Orti Botanici della Lombardia.

Le zone interessate

Brughiere, prati aridi, corineforeti, gerbidi, lande, steppe e magredi, gli habitat aridi sono importantissimi, soprattutto nel contesto della Pianura Padana, fortemente antropizzato, dove sono ormai diventati rarissimi. Nel Parco Lombardo del Ticino le aree coinvolte ricadono nella zona settentrionale e nella parte centrale del Parco. A nord gli interventi sono già stati quasi completati.

Alla Fagiana si lavora per riqualificare i prati aridi

Nei comuni di Magenta e Robecco sul Naviglio, nei boschi della Fagiana, si interverrà nei prossimi giorni per riqualificare dei prati aridi, eliminando quasi completamente la componente arborea costituita anche in questo caso da specie esotiche. L’obiettivo è di riportare a nuova vita questi prati un tempo ricchi di specie erbacee di pregio che regalano anche belle fioriture che, oltre ad appagare la vista, rappresentano un'importante fonte alimentare per gli insetti impollinatori, oggi minacciati dall'inquinamento e dai cambiamenti climatici.

Il commento

"Questi ambienti, all’apparenza inospitali, sono anche poco noti al grande pubblico - spiega Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino -, sono poco interessanti da un punto di vista agricolo, spesso sono abbandonati o restano esclusi dai percorsi più conosciuti. Eppure nascondono segreti affascinanti e svolgono un ruolo importantissimo per l’equilibrio degli ecosistemi: specie vegetali, animali e licheni vivono in questi particolari habitat, che, insieme alle brughiere, sono l’oggetto di “restauro” del progetto".