Ottobre rosa pienone in Frera per parlare di tumore al seno

Medici, volontari e istituzioni a Tradate per fare informazione e prevenzione sul tumore al seno. In provincia di Varese ogni anno mille nuove donne malate

Ottobre rosa pienone in Frera per parlare di tumore al seno
Altro 20 Ottobre 2017 ore 20:39

Un centinaio di persone giovedì sera all'incontro con medici e istituzioni per conoscere la malattia che affligge più di 50mila donne all'anno.

Una conferenza per l'ottobre rosa

Si sono alternati medici, chirurghi, oncologi ma anche politici e volontari giovedì in Frera. Lo scopo era comune, informare e sensibilizzare sul cancro al seno. Un nemico che ogni anno tocca 50mila donne in tutt'Italia, più di mille nella sola provincia di Varese ma che con l'informazione e la ricerca si può combattere e sconfiggere.

Informazione, prevenzione e cura

E' su questi tre campi, cruciali nella lotta al tumore, che si concentra l'iniziativa dell'Ottobre Rosa. E il lavoro, l'impegno e la passione di medici e volontari che ogni giorno combattono al fianco delle donne. L'iniziativa in Frera è nata proprio da loro, dall'associazione Caos (fondata da Adele Patrini che il cancro lo ha incontrato 3 volte), dagli alpini, dai Lions e dall'Asst Sette Laghi. E ovviamente dal Comune, con l'impegno del sindaco Dario Galli e del vicesindaco Franco Accordino, e dalla regione con l'assessore Francesca Brianza, promotrice nella giunta lombarda di numerose iniziative sul tema. Iniziativa che ha visto la partecipazione di medici ed esperti dell'azienda ospedaliera varesina e del direttore generale Callisto Bravi, presentati da Paola Dalla Chiesa.

Dati inquietanti

"I numeri del tumore al seno sono inquietanti e preoccupanti. Ma ne abbiamo altri che invece sono molto positivi". A parlare è Patrini, volto e fondatrice di Caos, l'associazione che quotidianamente collabora anche con la Breast Unit dell'Asst Sette Laghi, il reparto multidisciplinare che si prende cura delle donne malate di tumore al seno. I dati sono quelli già citati delle donne malate in continuo aumento, specie in terra varesina. Quelli rincuoranti sono legati invece alle cure: se preso in una fase iniziale, il tumore al seno viene sconfitto nel 95% dei casi. Specialmente se curato in centri specializzati proprio come la Breast Unit, dove il tasso di guarigione sale del 18% rispetto ai semplici reparti oncologici. "Dove non ci si limita ad occuparsi della malattia ma ci si prende cura del paziente, a 360 gradi", ha precisato la dottoressa Francesca Rovera, responsabile della Breast Unit varesina.

Istituzioni in campo

Fondamentale il ruolo delle Istituzioni: delle città come Tradate nelle campagne di sensibilizzazione e della Regione. Palazzo Lombardia infatti ogni anno offre la possibilità di aderire agli screening gratuiti, un'iniziativa in continua espansione. "La campagna per gli screening è nata proprio dai volontari, da Adele e Caos che continuamente ci stimolano per fare di più. Tanto che Regione ha investito 14 milioni di euro - ha spiegato Brianza - Quest'anno abbiamo invitato agli screening gratuiti le donne 610mila donne tra i 50 e i 69 anni, e 355mila hanno aderito. Ma proprio a Caos e a chi si occupa di cancro al seno, abbiamo deciso di fare di più". L'età in cui si rischia di contrarre il tumore al seno infatti si abbassa sempre di più. "Dall'anno prossimo offriremo lo screening, fondamentale per una diagnosi precoce, alle donne dai 45 ai 74 anni - ha annunciato l'assessore regionale - Oltre questo, in questi anni siamo riusciti a esentare dal ticket per tutte le donne che hanno la mutazione genetica che si è scoperta essere tra le cause dell'insorgenza del tumore".