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Sedriano

La violenza in una serie di scatti per dire basta

Appuntamento giovedì 25 alle 18.30 a Sedriano.

La violenza in una serie di scatti per dire basta
Altro 25 Novembre 2021 ore 09:01

Umiliazioni e violenze raccontate uno scatto dopo l’altro. L’idea è stata dell’assessore sedrianese e vicesindaco Annamaria Garofalo che ha coinvolto il giovane fotografo del paese Luca Di Fazio, 33 anni, in un racconto fotografico per sensibilizzare sul tema della violenza sulle donne, che cade oggi giovedì 25 novembre. Appuntamento alle 18.30 in sala Costa, piazza del Seminatore, a Sedriano: l'expo è aperta fino alle 23.

Violenza sulle donne: la mostra

«Non voleva farlo apposta» il titolo provocatorio dell’esposizione (firmata anche da Giovanni Riccardini) che ha toccato le corde più profonde del fotografo sedrianese.
«Sono molto sensibile su questa tematica per via di alcune vicissitudini di persone a me vicine che, fin da ragazzino, mi hanno reso attento ai problemi della violenza di genere- continua il giovane fotografo - Si tratta di un lavoro pensato nei dettagli, con una serie di scatti e un video abbastanza forti, in grado si smuovere le coscienze, perché raccontano senza sconti ciò che purtroppo la cronaca racconta».

I protagonisti

Un video, con protagonisti Valentina Paolillo (Desio ) e Claudio Morales (Monza), e una serie di scatti con anche Claudia Briguglio (Sedriano), Sabrina Spirolazzi (Magenta) e Chiara Busetti (Milano). «Ho voluto immortalare sia nel video che nelle foto la realtà più cruda, andando oltre l’occhio nero, simbolo di questa giornata, ma entrando nel dettaglio di violenze fisiche e psicologiche. C’è uno scatto fortissimo, il più duro credo, in cui un uomo urina sulla donna. La massima umiliazione».
Un’idea per ogni modello: «Ad esempio Sabrina Spirolazzi, che ha dei capelli cortissimi, interpreta una donna sottomessa cui l’uomo violento rasa testa e sopracciglia senza che lei reagisca – racconta- Claudia, invece, che è mamma è una donna che difende la figlia dall’aggressione del compagno. C’è dietro un grande lavoro mentale, la ricerca di scene emblematiche per toccare le corde più profonde. Il mio desiderio è poter ora portare questo lavoro in diversi Comuni per sensibilizzare su un tema chiave». Il tentativo di Luca è di indagare anche la psicologia dell’uomo violento, toccando il tema dell’educazione di cui spesso anche l’arte si fa portatrice.

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