Morto per Coronavirus

Speculazione sul caro estinto: chiesti alla famiglia 4mila euro per l’urna con le ceneri

La denuncia di Federconsumatori, che sta indagando sull'episodio. Segnalate se anche voi vi siete trovati nella stessa situazione: federconsumatori@federconsumatori.it

Speculazione sul caro estinto: chiesti alla famiglia 4mila euro per l’urna con le ceneri
06 Aprile 2020 ore 17:20

Non usa mezzi termini, Federconsumatori. La nota associazione nazionale a tutela degli acquirenti ha portato alla luce un caso definito una “speculazione vergognosa”. Cercando a casaccio si trovano le cifre più disparate, ma per una cremazione i costi online tendono al ribasso, addirittura dai 1500 euro, al massimo si arriva fino a quota 3mila, se proprio si sceglie un trattamento di particolare prestigio. E invece, per una persona deceduta a causa del Covid-19, i famigliari si sono visti presentare una parcella salatissima: ben 4mila euro.

Federconsumatori: no a speculazioni sul caro estinto

Sono molti i casi di speculazione e anomalia che, purtroppo, abbiamo dovuto affrontare nel corso di questa pandemia. Finora, però, ci eravamo imbattuti in forme di sciacallaggio che facevano leva sulla paura, oggi ci troviamo di fronte a chi specula sul dolore.

Abbiamo ricevuto, infatti, una richiesta di aiuto da parte di una famiglia che ha perso un caro a causa del coronavirus, nel milanese. Dopo ore e giorni pieni di dolore e di ansia, i familiari sono stati contattai dall’impresa di pompe funebri che chiede un importo di circa 4.000 Euro per far avere loro l’urna cineraria e poter procedere alla sepoltura.

Sembrerebbe, infatti, che sia stata loro addebitata una tariffa giornaliera (di circa 200 euro al giorno) per i giorni in cui la salma era ospitata presso una struttura pare dell’Emilia Romagna (non è dato a sapersi), in attesa della cremazione.

Una vicenda inverosimile e vergognosa, che ci auguriamo sia frutto di un errore, che comunque approfondiremo per capire di chi sono le responsabilità.

Segnalate situazioni anomale

Nelle aree di Bergamo e del confine con il Piemonte ci risulta che i costi chiesti alle famiglie dei defunti siano notevolmente inferiori, anche per le cremazioni avvenute fuori provincia o fuori regione.

Ci auguriamo, pertanto, si tratti di un caso isolato. Se così non fosse invitiamo le famiglie coinvolte a segnalarcelo, li assisteremo con discrezione e rispetto, per fare in modo che al dolore provato non si debba aggiungere anche la rabbia.

Chiediamo, infine, al Governo, alle istituzioni locali delle aree in cui il fenomeno di mortalità è più elevato, nonché in tutto il resto del Paese, di controllare con attenzione che nel proprio territorio non si verifichino atti simili, che non sia permesso a nessuna struttura di chiedere compensi per lo stazionamento delle salme, di cui dovrà farsi carico il Comune di riferimento.

Per contattare l’associazione: federconsumatori@federconsumatori.it

Da Prima la Martesana

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