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occhio ai malintenzionati

Se vi chiamano per dirvi che vostra figlia è stata arrestata... è una truffa

Due uomini originari di Napoli sono stati arrestati a Mondovì (Cuneo) dai carabinieri di Savona per truffa aggravata, estorsione e possesso di documenti d'identità contraffatti.

Se vi chiamano per dirvi che vostra figlia è stata arrestata... è una truffa
Glocal news 25 Novembre 2021 ore 11:19

Il loro modus operandi era molto semplice: contattavano telefonicamente donne anziane del Nord-Italia facendole credere che le loro figlie erano state arrestate per aver investito con l'auto un uomo sulle strisce, chiedendo poi di pagare la finta cauzione per la scarcerazione. Dopo ben sei azioni truffaldine avvenute tra Liguria, Piemonte e Veneto, sono finiti in manette i responsabili: si tratta di due truffatori originari di Napoli.

Truffatori napoletani derubavano anziane over 80 del Nord-Italia

Fortunatamente i due malviventi sono stati beccati in Piemonte. Come raccontato da Prima Cuneo, Davide Crisai, 55 anni, e Marco Parente, 28 anni, truffatori originari di Napoli sono stati arrestati a Mondovì (Cuneo) dai carabinieri di Savona per truffa aggravata, estorsione e possesso di documenti d'identità contraffatti. I due malviventi sono stati intercettati in un albergo a seguito della loro ultima truffa avvenuta nel Comune Cuneese in danno ad un'anziana di 84 anni.

Il mancato colpo è stato solo l'ultimo in ordine di tempo che li ha visti protagonisti: sono stati sei in tutto gli episodi registrati dai militari tra giugno e ottobre 2021, per un totale di 60 mila euro in 4 mesi. Le truffe sono avvenute nelle province di Savona (2 casi), Imperia, Verona, Belluno e Cuneo.

"Sua figlia è stata arrestata, deve pagare la cauzione"

Il loro modus operandi consisteva nel far credere alle anziane vittime, tutte over 80, che le loro figlie fossero state arrestate: tutte quante ricevevano una telefonata da parte di una donna, una complice che si qualificava come avvocato. Venivano informate dell'arresto della figlia, responsabile di aver investito sulle strisce un anziano, ridotto in fin di vita.

Per evitarle il carcere, 'l'avvocato' suggeriva di pagare una cauzione il cui importo variava dai 5 ai 25 mila euro. La somma andava consegnata ai 'parenti' dell'anziano investito, e a ritirarla si presentava un presunto maresciallo dei carabinieri. I due truffatori partivano quindi da Napoli con un'auto a noleggio, diversi telefoni cellulari intestati a prestanome e documenti d'identità contraffatti e raggiungevano la città prescelta, dove rimanevano per due giorni, il tempo necessario per consentire al fantomatico avvocato di chiamare tutte le utenze fisse della zona ed individuare la vittima. Il tutto utilizzando utenze mobili di Napoli intestate a cittadini stranieri di fatto inesistenti.

Truffe telefoniche: la chiamata che vi promette un buono sconto

Quella sgominata dai Carabinieri di Savona è solo l'ultima truffa telefonica di cui si ha testimonianza, anche se, nell'ultimo periodo, sono stati diversi i casi dalle dinamiche molto simili. Ad esempio, Prima Milano ha raccontato che ultimamente molti residenti del capoluogo lombardo stanno ricevendo una particolare telefonata che promette un buono sconto.

Il numero che appare appartiene a un cellulare sconosciuto e la voce dall'altra parte è quella di una gentile signora che in maniera cordiale, talvolta specificando di raccogliere i dati per fini statistici, comincia a fare domande sulle abitudini d'acquisto. Ad un certo punto, la signora al telefono ringrazia e segnala che, per sdebitarsi del tempo dedicato e per le informazioni fornite, nei prossimi giorni passerà un loro incaricato a consegnare di persona e direttamente al fortunato, un codice sconto utilizzabile nei tre anni successivi per diversi acquisti. Ottenuti i dati e fissata la data dell'incontro la telefonata si chiude.

Il giorno fatidico della consegna di questo codice sconto, per certificare l'avvenuta consegna, l'incaricato, anche lui molto affabile, fa firmare in più parti un modulo che alla fine si rivela essere un contratto di acquisto di un elettrodomestico per la pulizia della casa del valore di diverse migliaia di euro. La frittata è fatta e in mano restano tante rate da pagare per un oggetto che probabilmente non sarà mai adoperato.