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Il futuro da pre(te)ndere

Piccole imprese e digitalizzazione: una sfida da vincere

Come sfruttare le nuove tecnologie e i sistemi di digitalizzazione promossi dal Next Generation EU per aiutare le piccole imprese italiane, ne ha parlato Cesare Fumagalli

Glocal news 23 Febbraio 2021 ore 17:20

La sfida della digitalizzazione può essere vinta solo se si valorizza il sistema produttivo italiano, formato per il 94,9% dalle piccole imprese. A sostenere questa linea e a parlarne con gli europarlamentari italiani è stato il Segretario generale nazionale di Confartigianato Imprese Cesare Fumagalli. Lo ha fatto in occasione del secondo appuntamento online di Netweek con l’ufficio di Milano del Parlamento europeo, “Il futuro da pre(te)ndere per la digitalizzazione.

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Piccole imprese, un sistema da valorizzare

Il settore manifatturiero e artigianale in Italia è fondamentale, e rappresenta un settore fondante del nostro sistema economico. Per questo è altrettanto importante che non rimanga indietro durante il processo di digitalizzazione che attende il nostro paese.

“La digitalizzazione e l’innovazione faranno la parte del leone nei prossimi anni grazie al Next Generation EU. Il modello di sviluppo italiano, ha tra i suoi punti di forza un sistema che è composto al 94,9% da piccole e micro imprese che oggi sono investite in pieno dalla sfida delle nuove tecnologie. Un sistema consapevole che oggi la digitalizzazione è talmente pervasiva da essere una necessità: se non ci fai i conti e se non la utilizzi sei fuori. La rivoluzione digitale però deve essere affrontata tenendo bene a mente questo modelloe non cercare di snaturarlo col tentativo di inserirlo in modelli neofordiani, standardizzati. ” ha spiegato Fumagalli.

Il sistema italiano delle piccole imprese, diffuse sul territorio, e che è forte di questo legame con esso va tutelato e valorizzato anche grazie alle nuove tecnologie

“La sfida digitale sarà vinta nel momento in cui saremo in grado di competere a livello digitale, mantenendo però il modello produttivo di imprese che abbiamo oggi, rendendo più intelligente la nostra manifattura eccellente” ha concluso.

La risposta degli Onorevoli

Al presidente Fumagalli hanno risposto gli gli europarlamentari Patrizia Toia (PD) e Pietro Fiocchi (FdI). I quali hanno sottolineato come sarà fondamentale che gli strumenti digitali messi in campo vadano incontro alle esigenze delle piccole imprese.

“Non dobbiamo assolutamente sacrificare il nostro modello imprenditoriale, ma anzi dobbiamo sfruttare la digitalizzazione per rafforzarlo. Dobbiamo trovare il modo di accompagnare questa realtà, così diffusa sul territorio e non sempre aggregata in sistemi d’impresa, in questa trasformazione. Servirà quindi un approccio che non parta dall’offerta di progetti digitali, ma dall’impresa stessa. Allo scopo di creare dei sistemi di sostegno alle imprese per quanto riguarda la riorganizzazione dei processi, introducendo anche tecnologie che ne migliorino i criteri di sostenibilità. C’è bisogno di un maggiore affiancamento lungo le strade europee che, per le piccole e medie imprese, spesso non sono facili” ha detto l’On. Toia.

L’On. Fiocchi è poi intervenuto dicendo

“La digitalizzazione tocca un tema che per l’Italia è un problema, ma che può essere l’occasione per fare il salto di qualità rispetto alle altre realtà europee anche in termini di PIL. Non serve però avere le autostrade, ovvero le connessioni a banda larga, se non mettiamo le auto a disposizione dei cittadini. Dobbiamo risolvere 3 problemi. Il primo è la mancanza di progettualità, del dove vogliamo arrivare con questa digitalizzazione e soprattutto come. Secondo punto è la mancanza di formazione, più digitalizziamo più avremo bisogno di persone che sappiano usare gli strumenti che vengono offerti. Terzo problema, è quello burocratico. Se ci limitiamo ad usare il digitale per riprodurre quello che già facevamo a mano, non semplificheremo mai realmente nulla”.